Contratto di affitto scaduto ma l’inquilino non lascia la casa: quando scatta lo sfratto

Come si può sfrattare  un inquilino che non lascia la casa nonostante il contratto di affitto scaduto? La procedura legale.

Sono tantissimi gli italiani che decidono di vivere in una casa in affitto o per convenienza o perché non riescono a permettersi di accendersi un mutuo. Solitamente i contratti di locazione possono essere annuali, e questo tipo di contratto è solitamente riservato agli studenti, o nella formula 4+4 o 5+2.

Affitto di casa
Quando il proprietario di casa può sfrattare l’inquilino – Foto Web365 Srl – Ilquotidianofvg.it

Ovviamente tutte le persone che vivono in una casa in affitto sanno benissimo che una volta al mese dovranno pagare l’affitto al proprietario di casa fino alla scadenza del contratto. Alla scadenza del contratto di locazione il proprietario di casa e l’affittuario possono decidere se rinnovarlo o meno. Ma cosa accade se un inquilino continua a restare in casa nonostante il contratto scaduto?

Affitto scaduto ma l’inquilino non lascia la casa: come funziona lo sfratto

In questo caso specifico il padrone di casa può sfrattare l’inquilino per finita locazione solo quando all’inquilino è stata notificata l’intenzione di non rinnovare il contratto, entro sei mesi dalla sua naturale scadenza. Il proprietario non deve attendere l’effettiva scadenza del contratto per intimare lo sfratto, ma può farlo anche in qualsiasi momento antecedente la scadenza stessa.

Sfratto esecutivo
Il proprietario di casa può sfrattare in questi casi – Foto Canva – Ilquotidianofvg.it

Per ottenere lo sfratto per finita locazione, il proprietario deve innanzitutto inviare la disdetta all’inquilino tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno almeno sei mesi prima della scadenza del contratto. La lettera deve specificare la data di scadenza del contratto e la volontà del proprietario di non rinnovarlo.

Se l’inquilino non libera l’immobile alla scadenza del contratto, il proprietario può intimare lo sfratto con un atto di intimazione di sfratto per finita locazione. L’atto deve essere notificato all’inquilino con la citazione in giudizio per l’udienza di convalida. In udienza, il giudice convaliderà lo sfratto se l’inquilino non si presenta o non si oppone. Se l’inquilino si oppone, il giudice fisserà una nuova udienza per discutere la causa.

Se il giudice convalida lo sfratto, emetterà un’ordinanza di rilascio che fissa la data entro cui l’inquilino deve liberare l’immobile. Se l’inquilino non libera l’immobile entro la data indicata nell’ordinanza, il proprietario potrà procedere con l’esecuzione forzata dello sfratto. Dal canto suo l’inquilino può opporsi allo sfratto in udienza se ritiene di avere validi motivi per farlo, ad esempio se la disdetta non è stata notificata correttamente o se il proprietario non ha rispettato gli obblighi contrattuali.

Lo sfratto per finita locazione può essere un procedimento costoso per il proprietario. I costi includono infatti le spese legali; le spese per i diritti di cancelleria e le spese di esecuzione forzata. 

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