MEDICINA E PROFESSIONI SANITARIE, EFFETTO CRISI: DOMANDE D’AMMISSIONE IN CALO

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Sembrano ormai lontani gli anni del boom, quando la carriera in corsia era il sogno comune di studenti, che dopo il diploma affollavano le aule dei test d’ingresso ai corsi di laurea di medicina e delle professioni sanitarie. Anzi, lontanissimi. É l’effetto crisi, con meno posti di lavoro nel comparto e meno giovani decidono di “provarci”. Così, oggi, il trend delle domande di ammissione è in caduta libera. Un’emorragia iniziata nel 2012, quando il numero degli aspiranti professionisti è calato del 3%, e che pare ormai inarrestabile: meno 11,5% nel 2013, 16,6% nel 2014. Non va meglio neanche a medicina e odontoiatria, che registra nel 2014 7 mila domande in meno, l’8,2 %. Tradotto, rispetto al 2013, quest’anno 24 mila studenti in meno hanno tentato la strada ospedaliera. Il tutto a parità, o quasi, di posti per bando. Il dato emerge dal rapporto di Angelo Mastrillo, dell’Osservatorio Conferenza nazionale sui Corsi di Laurea delle Professioni sanitarie. Un crollo generalizzato di fiducia nel futuro garantito dal camice bianco che si riflette anche in Friuli Venezia Giulia, dove quest’anno le domande di ammissione alle professioni sanitarie sono diminuite del 20%. Nel dettaglio delle singole università, Udine ha registrato un meno 18,5 %, mentre Trieste ha sfiorato il 24%. Non è andata meglio nemmeno a medicina e odontoiatria, che in regione ha perso il 12% di aspiranti dottori. Udine, infatti, ha contato 628 domande, contro le 796 del 2013; ha tenuto meglio Trieste, con una variazione minima al ribasso dell’1%.

Ma il calo più verticale è quello del corso di laurea in infermieristica. Ambitissima solo fino a qualche anno fa, vista dai diplomati come ipoteca su un’immediata occupazione al termine del ciclo di studi. Oggi la percezione pare cambiata e, a ben vedere, con più di qualche ragione. Secondo i dati di Alma Laurea, infatti, sull’ 87% dei laureati, la percentuale di chi ha trovato un lavoro è passata dal 94% del 2007 al 63% del 2012, il 31% di meno. Ma in Friuli Venezia Giulia, il tasso occupazionale sembra tenere, nonostante uno scivolamento degli occupati a un anno dalla laurea che è passato dal 97% all’83%. A Udine e Trieste, le domande di ammissione sono diminuite rispettivamente del 24% e del 26%, mentre il tasso di occupazione si attesa intorno al 73% e all’86%. Secondo il rapporto dell’Osservatorio, nell’ambito disciplinare sanitario, gli unici corsi di laurea che mantengono l’appeal sugli studenti sono fisioterapia, ostetrica, logopedia e dietistica.

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