GUERRA DI GAZA IL PUNTO DI VISTA DI MICHAEL SFARADI: «NON È FINITA, È STATO SOLO IL TERZO ROUND»

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Michael Sfaradi è un giornalista israeliano che ha collaborato con diverse testate italiane. Ha raccontato la recente guerra di Gaza sulle pagina di “Libero”. Le cronache realizzate dai media italiani su questo conflitto sono il tema della conferenza che Sfaradi terrà questo venerdì alle ore 18:00 al Caffè Caucigh di Udine in via Gemona 36. Sarà un occasione per riflettere sul giornalismo di guerra, chiamato a informare l’opinione pubblica su una materia delicata e soggetta a inesorabili distorsioni, come quelle che condiscono quasi sempre la narrazione dell’interminabile conflitto israelo – palestinese e che sono state riproposte anche quest’estate.

Stando a quanto è stato riferito dai media italiani, la guerra di Gaza sarebbe stata voluta da Israele come ritorsione contro i palestinesi responsabili del rapimento e della morte di tre adolescenti ebrei a giugno. È così?
Quello che è stato riferito è una falsità che ha come unico scopo la disinformazione con conseguente capovolgimento dei fatti e delle responsabilità. Riportare una notizia del genere significa far passare nel dimenticatoio dieci anni in cui le città e i villaggi israeliani situati nei pressi della Striscia di Gaza sono stati martellati giorno dopo giorno dai missili di ogni tipo e colpi di mortaio lanciati dai palestinesi verso i centri abitati del Neghev. Riportare le notizie in maniera confusa e sbilanciata non fa comprendere i fatti, crea i presupposti per un’opinione pubblica sbilanciata e allontana sempre di più la possibilità di un qualsiasi dialogo

L’opinione pubblica si è indignata per il bilancio dei morti di questo conflitto e, soprattutto, per la netta sproporzione tra vittime palestinesi e israeliane. Ritiene anche lei che Israele abbia fatto un uso eccessivo della forza e non abbia avuto scrupoli nel causare morti tra i civili?
Se Israele avesse fatto veramente un uso eccessivo della sua forza il numero delle vittime palestinesi sarebbe molto ma molto più alto di quello che è, e somiglierebbe al conteggio delle vittime che viene fatto attualmente in Siria dove la comunità internazionale, impregnata di ipocrisia, non riesce nemmeno a formulare una condanna decente. Se con oltre 4500 missili lanciati verso le città israeliane ci sono stati “solo” 23 morti e una settantina di feriti fra i civili israeliani è solo perché il governo ha impegnato milioni di dollari nelle difese attive e passive, al contrario di Hamas che ha usato i suoi civili come scudi umani.
È apparentemente inspiegabile che un territorio da sette anni sotto embargo come Gaza sia riuscito ad armarsi in modo così micidiale, in particolare con missili capaci di colpire persino Gerusalemme e Tel Aviv. Chi rifornisce Hamas e come?
Durante il periodo di Morsi presidente in Egitto, passando per il Sinai dall’Iran è arrivato nella Striscia di tutto e di più.
Mentre i governi occidentali hanno biasimato Israele in merito alla conduzione della guerra, il silenzio dei paesi arabi non è passato inosservato. Come mai stavolta non è scattata la solidarietà araba?
I tempi stanno cambiando e il terrorismo di ISIS che non è più solo contro Israele ma contro tutto quello che non è ISIS, arabo o no, musulmano o no, mette paura.
Entrambi i contendenti hanno dichiarato vittoria, Netanyahu con una conferenza stampa e Hamas con pubblici festeggiamenti. Chi dei due ha davvero raggiunto i suoi obiettivi?
Nessuno dei due, Israele ha la sua mezza vittoria che si trasforma in un periodo di calma, Hamas la sua mezza vittoria di propaganda. La guerra non è finita, è finito il terzo round.
Sulle pagine di Libero lei ha segnalato che, a guerra ormai conclusa, Hamas avrebbe già iniziato a preparare la prossima. I famosi tunnel, che Israele ha in gran parte distrutto, sarebbero ancora operativi. Possiamo aspettarci un altro conflitto a breve?
Il mio articolo su Libero riprendeva un servizio di Al Jazeera che si può vedere su youtube. Il reporter è stato accompagnato a visitare un tunnel in costruzione. Solo Libero ha passato la notizia, le altre testate italiane hanno girato lo sguardo su quest’ennesimo stupro degli accordi sul cessate il fuoco. Non si guarda quello che fa Hamas per poi condannare Israele quando reagisce.

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